
email con accento
Direttamente dal (meraviglioso) sito del nostro Comune.
Chi glielo dice ai signori che negli indirizzi di posta elettronica non è possibile utilizzare caratteri accentati?
Ma tanto, chi vuoi che la usi l’email?!?
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Etichette: attività produttive, email
Come ogni estate le marine del territorio Sanvitese si popolano del popolo di turisti.
Ups pardon, Sanvitese? veramante ci sarebbe un problema. Specchiolla è formalmente
territorio di Carovigno ma abiatata da Sanvitesi storicamente, proprietà di Sanvitesi.
Santa Sabina al contrario di fatto a Carovogno e prorietà degli stessi.
Fin qui nulla di strano tranne che “l’attenzione” delle P.A. (chiamiamola cosi’ per esser poco polemici)
è completamante differente.
Santa Sabina, procede per la direzione giusta, si attrezza pian pianino, si costruiscono le
strutture ricettive, i servizi, i risultati si vedono e le spiaggie sono piene, i locali notturni altrettanto.
“Affittasi” è un messaggio fin troppo altisonanate quasi oppressivo.
Troppo entusiasmo per accogliere il turista da far lievitare i prezzi degli affitti e scatenare l’effetto contrario
del Luglio(matematicamante vuoto) e Agosto quasi.
Al di là dei risvolti turistici a mio avviso si dovrebbe prestare attenzione ai servizi minimi per garantire una
convivenza sicura dal punti di vista sanitario.
Ebbene questo a Specchiolla non succede.Spaccatura e discariche abusive ai bordi della strada e scene post
guerra bellica ai bordi dei villaggi oramai da decenni in custruzione.
La stampa locale qualche domenica addietro ha dedicato un artico, io ci riprovo.
Ci civilizzeremo? me lo auguro.
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Etichette: civiltà, rispetto, territorio
Squilla il telefono, cercano il titolare.
IO: Mi dica.
LORO: La chiamo perché stiamo presentando un progetto del Comune, la potremmo incontrare domani alle ore x?
IO: Quale progetto? Chiamate dal Comune o per conte del -?
LORO: Ehm.. è un progetto del Comune, vorremo incontrarla domani alle ore x, è possibile?
IO: va bene, a domani.
Non mi hanno chiesto l’indirizzo, ho pensato lo conoscessero. Mi devo essere sbagliato, perché i misterosi signori non si sono fatti vivi.
Si saranno spaventati per le mie domande? Ma è possibile che uno chiama per chiedere una appuntamento e pretende di non presentarsi?
L’ultima volta che è successa una cosa del genere è stato per realizzare una specie di piantina della città con la mappa delle attività commerciali, facendola ovviamente pagare a quest’ultime come forma di pubblicità.
Risultato, una brochure brutta graficamente, rimasta per gran parte a marcire negli stessi uffici comunali, in perfetto, stile “prendi i soldi e scappa”. Soldi buttati dalla finestra per gli ignari commercianti sanvitesi.
Chi altro ha ricevuto una telefonata come questa? In che consiste il progetto segreto del Comune? Ma poi, il Comune, è davvero al corrente di questa iniziativa? No, inutile affannarvi a cercare sul sito, figuriamoci.
Niente, mistero, nebbia, suspence…
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Etichette: comune, progetto
La costa salentina è davvero un bello spettacolo ed una risorsa per il turismo ma a volte per garantire una convivenza ed un servizio migliore alla comunità bisogna fare qualche sacrificio. Cemento su una parte collinare dell’alto salento per risolvere il problema delle acque bianche. Allora è cosi’ che una decina di anni addietro ecco che inizano i lavori per il collettore circondaiale che avrebbe dovuto raccogliere le acque di alcuni comuni della provincia di brindisi che ancora adesso non SONO A NORMA sullo smaltimento delle fogne.
Avrebbero perchè questa storia sembra infinita ed in linea con la “mala gestio” (non si offenda nessuno) delle faccende Italiane interminabili, inefficaci.
Non avendo notizie ufficiali sollo stato di avanzamento dei lavori, decido ci fare una ricerca sul web con la speranza di trovare qualcosa. Digitando sul web”collettore circondariale Brindisi” ecco quello che rilevo.
Mi auguravo di trovare delle risposte ai miei quesiti ma a quanto pare, nulla…beh chissà magari chiedendolo su questo blog ci sarà qualcuno che sarà più informato di me mi renderà partecipe. Mi auguro.
To be continued (si spera
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Etichette: attendo nuove, finirà?, work in progress
Mobilità sostenibile
Parliamo di piccole cose. Pensiamole in grande.
San Vito dei Normanni, ore 18.00 del pomeriggio. Atmosfera da capitale d’Italia in tilt. Trafficoo bloccato, fila di automobili che sbuffano gas; via Brindisi è unita a via Carovigno da un unico serpentone di auto che lentamante si dissolve e si ricrea in altre zone della città. Un’auto nera mi affianca, facciamo un tratto di strada gomito a gomito; il punto è che io sono a piedi.
San Vito: meno di 20.000 abitanti, un paio di chilometri ne separano gli antipodi. Una media di 1,3 persone per auto ingolfano le arterie principali e le strette strade centrali. Sono tutte necessarie? Avranno tutti il bagagliaio pieno, perchè di ritorno da una sessione di shopping compulsivo dagli innumerevoli (ne arriveranno di altri) ipermercati e discount, diventati oramai il vero tratto caratterizzante di San vito?
Avranno mille cose da fare?
Avranno fretta? (difficile, a quelle velocità, che si abbia davvero fretta)
Soluzioni impopolari
Cosa si è tentato, finora, per San Vito? La chiusura del centro come area pedonale è una usanza estiva, confinata nelle notti agostane per agevolare la movida sanvitese; gestita con difficoltà a causa del ridotto personale di polizia municipale, e mal digerita dagli abitanti.
Verità amare
Provate. Provate ad uscire in macchina per fare quattro commissioni in quattro punti diversi del centro, e a spostarvi nei quattro punti sempre in macchina. Lo fate sempre, del resto.
Fatto?
Ora provate ad uscire in macchina per fare 4 commissioni, e a lasciare la macchina in un punto, spostandovi negli altri tre punti a piedi.
Noi ci abbiamo provato. E abbiamo risparmiato 40 minuti. E noi sappiamo che, anche senza provare, chiunque se ne renda conto.
Cosa fanno altrove
Guardate questo e indovinate cos’è:

Uno sfasciacarrozze specializzato in bici? Una rivendita di biciclette usate?
Acqua.
E’ Amsterdam. Una città, leggermente più grande, complessa, articolata di San Vito dei Normanni, che dello spostamento in bici ha fatto uno dei marchi caratterizzanti. Con una azione organizzata direttamente da chi governa la città, con una spesa irrisoria, e con un guadagno per la cittadinanza incalcolabile, in termini di salute, certo, ma anche di ritorno economico diretto e indiretto.
Anche altre città si stanno attrezzando. Grandi, piccole. Italiane, e non.
Mobilità sostenibile e marketing della stessa
La macchina è comoda. E’ calda d’inverno e gelida d’estate. Ha la musica. Mi fa stare in poltrona. Mi ripara. Mi fa sentire importante. Anche figo.
Bene. Tutto vero. E in più cambiare ha un costo. Cambiare un’abitudine, una qualsiasi abitudine, costa. Anche se sappiamo che porterà beneficio, i nostri schemi mentali e comportamentali ci impigriscono; ci costringono ad essere sempre gli stessi.
La macchina non sempre è utile, però. La sera, ad esempio, da maggio a ottobre. E’ scomodo arrivare in piazza alle 10 e parcheggiare solo alle 11. Magari lontanissimo dalla piazza stessa (non vi è mai successo? non ci crediamo). Non è solo scomodo, ammettiamolo; è stupido.
Il cambiamento non bisogna imporlo, però; bisogna venderlo. Venderlo positivamente. Incentivarlo. E poi bisogna far sì che arrivare in bicicletta al Corso, o in Piazza, sia visto bene; di più: che sia figo. Prevedere che la gente ci arrivi comodamente, che sappia dove posare la bici sicura di poterla ritrovare in piedi; e di poterla ritrovare in genere.
Cosa si può fare
Qualche idea? Ne abbiamo una semplicissima. Paurosamente banale. Una rastrelliera, un oggetto come questo:

da collocare in Piazza. La nostra grande, immensa, bianca e praticamente deserta piazza.
Primo incentivo: chi è in macchina vaga un’ora per cercare parcheggio lontano dal centro. Chi è in bicicletta parcheggia direttamente nel centro.
Obiezione! La rastrelliera è brutta, la nostra piazza un capolavoro
Questo, esattamente questo, è pensare in piccolo. Ammettiamo pure che la piazza in sè sia bella (noi preferiamo definirla fotogenica); di sicuro la piazza è spoglia. Non c’è nulla, un grande spiazzo bianco (sporco) circondato da costruzioni più o meno caratteristiche, più o meno curate. Aggiungere un elemento di arredo urbano deve essere vista come una opportunità per la piazza, per il paese, per i locali collocati intorno alla piazza e per quelli che verranno. Marketing territoriale vuol dire saper cogliere queste opportunità di cambiamento, e sfruttarle. Indire un concorso tra architetti, ingegneri e designer per la progettazione di una rastrelliera che non sia solo funzionale, ma che sia un’opera di ingegno, un’attrattiva firmata, che sia a sua volta un elemento caratterizzante per la piazza e per San Vito. Pensare in grande le piccole cose vuol dire ricreare questo circolo virtuoso anche per gli altri elementi di arredo urbano; anche per i cestini per i rifiuti, che sembrano scarseggiare, in centro. Anche per quelli.
Un post a tradimento
Invece di parlare principalmente della malagestione della cosa pubblica sanvitese come sembrava si dovesse fare dalla dichiarazione d’intenti contenuta nel post precedente, si è finiti per sindacare sul comportamento dei cittadini. I poveri cittadini, sempre loro a pagare. No, il ragionamento non è questo. Affrontare un tema che coinvolge tutti in prima persona è un esplicito tentativo di scardinare uno dei mali princiapli della nostra amata e odiata San Vito dei Normanni: la logica degli orticelli, perfettamente descritta dall’articolo linkato, che parte da un blog cui, pur non conoscendone l’autore, ci sentiamo particolarmente affini.
Un punto fondamentale
Nessuno obbligherà mai nessun altro ad uscire in bici, neanche se tutto dovesse svolgersi come previsto. E’ assolutamente naturale che qualcuno preferisca uscire in una tiepida serata di maggio in macchina, giri un’ora per il parcheggio, e contestualmente paghi dai 400 ai 600 € annui per fare 45 minuti di cyclette ogni due giorni in un posto chiuso e polveroso dove respirare gli afrori ascellari dei propri vicini. Noi non abbiamo intenzione di proibire a nessuno di farlo. Ci mancherebbe.
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Etichette: ecologia, marketing territoriale, mobilità senza stress, pensare in grande, piccole cose, rispetto
Informazioni minime.
Piccole risposte a piccole domande.
Cos’é 72019 Blog?
72019 Blog è un piccolo ma ambizioso progetto collettivo, costruttivo, inclusivo e aperto ai contributi e alle affiliazioni esterne, che ha come oggetto di studio, commento, analisi e critica la città di San Vito dei Normanni (in provincia di Brindisi); 72019, infatti, altro non è che il codice di avviamento postale che identifica la cittadina.
Il blog è solo la prima delle espressioni, in rete e non, che si intendono pubblicare e organizzare attorno ai 5 numeri che delineano l’identità territoriale della (poco) ridente realtà brindisina.
L’approccio alle tematiche trattate sarà scanzonato o serio, politico e antipolitico, analitico e sintetico, rapido profondo e superficiale allo stesso tempo; l’unica caratteristica ideologica del progetto è la NON affiliazione a politici o ad agglomerati para-politici già presenti nella città. Distinguersi da chi ha fatto finora politica in San Vito dei Normanni è, secondo noi, il primo passo per risultare credibili in ciò che diremo, che ipotizzeremo, che proporremo.
Chi scrive su 72019 blog?
L’idea è nata da un gruppo di persone giovani, dalle competenze più varie – dalle scienze umane a quelle edili, dall’expertise nella strategia di marketing culturale e turistico a quelle linguistiche, artistiche, museali, comunicative, legali, economiche, manageriali. Un gruppo eterogeneo in cui le caratteristiche comuni sono facilmente sintetizzabili:
- un alto livello di competenza nel proprio settore;
- la non radicazione politica nella realtà sanvitese;
- l’insoddisfazione per il modo in cui San Vito non è stato valorizzato nel corso degli anni, per l’atrofia delle iniziative economiche e culturali, per la miopia di chi programma, per il sospetto costante del prevalere dell’interesse personale su quello collettivo nella gestione della piccola Cosa Pubblica che San Vito dei Normanni è.
Perché pubblicare 72019 Blog?
Perché chi alza gli occhi oltre San Vito vede che in giro a pochi Km o a molte migliaia di Km di distanza, esistono progetti, iniziative, idee di business e sociali che funzionano; e nessuna tra le persone di responsabilità che governano San Vito sembra in grado di realizzare nulla di simile. Non l’ha mai fatto e non sembra avere intenzione di farlo.
Perché noi in San Vito e nei sanvitesi crediamo. Crediamo sia possibile renderlo un gioiello funzionante, dal punto di vista culturale, energetico, turistico, economico, scolastico, industriale. Perché proprio l’immobilità degli amministratori degli ultimi vent’anni ha, sì, causato danni e arretratezza, ma ha lasciato un terreno vergine, da poter valorizzare al massimo.
Perché San Vito esporta laureati a pieni voti che sono destinati a non tornare più, perché non saprebbero cosa fare, perché non vogliono scendere a patti con chi si gestisce il piccolo e ha paura che diventi grande, perché non potrebbe controllarlo più. Perché chi è già andato via, vorrebbe tornare e dare il proprio contributo, importare a San Vito ciò che ha assorbito nel resto del mondo, nella parte di mondo che funziona.
Cosa verrà pubblicato su 72019 Blog?
Su questo blog analizzeremo cià che attualmente si fa, sottolineeremo gli errori, e proporremo alternative funzionanti.
Segnaleremo iniziative (fondi regionali, nazionali, europei, concorsi privati) che stranamente nessuno, in paese, pensa di promuovere pubblicamente. Faremo trasparenza dove finora, al massimo, c’è stata opacità; se non il buio più assoluto.
Proporremo in prima persona progetti e iniziative; cercheremo di fornire opportunità per quella parte di San Vito che sa e sa fare, ma a cui non viene chiesto un parere quando c’è da fare.
Proveremo a fare di San Vito quel posto che tutti, almeno una volta, hanno pensato che potesse diventare.
Idee, progetti, sviluppo.
Infine
Visita la pagina Informazioni per sapere come contattarci se hai qualcosa da segnalare, se vuoi scrivere un articolo, se sei interessato ad un progetto.
Filed under: 72019 | 1 Commento
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